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Comune di Verzuolo
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LE 10 VERITÀ SULL’ITIS RIVOIRA

1) Si era a conoscenza dell’esistenza di un «Comitato ITIS-Agraria: parliamone!» e di una raccolta firme?
L’esistenza del comitato è stata appresa dal sindaco di Verzuolo soltanto lo scorso 5 novembre attraverso un documento ripresentato lo scorso 18 dicembre. Nel documento si dichiara che ci sarebbero 200 firme. In Comune peró non è mai stata depositata alcuna raccolta firme regolare (per esserlo ogni firma deve essere accompagnata dalla fotocopia di un documento d’identità), mentre è pervenuta una lettera firmata dagli insegnanti e dal personale dell’agraria.

2) Perché la sede dell’Itis Rivoira di via Don Orione è chiusa?
Il 2 febbraio 2018 la scuola è stata ufficialmente dichiarata inagibile. Un verdetto emesso dopo giorni di verifiche condotte da Engineering Controls di Cuneo. A creare problemi di staticità gli ampliamenti realizzati dopo la costruzione nell’'800, ma prima del 1989 quando divenne scuola.

3) Chi ha la competenza in materia di scuole?
L’Itis Rivoira è un istituto di istruzione secondaria di II grado. Secondo una specifica norma di legge (numero 23 del 1996) per quanto riguarda edifici scolastici e diritto allo studio sono le Province ad aver competenza per gli istituti di istruzione secondaria di II grado. Ai Comuni spettano i settori della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado.

4) C’erano alternative rispetto alla soluzione temporanea delle Medie Da Vinci?
No. Il Comune ha proposto l’ala municipale non utilizzata, non ritenuta idonea dall’Asl Cn1. La soluzione alle Medie, insieme all’aiuto dell’Azienda Formazione Professionale (Afp) dove vengono svolti i laboratori, è risultata ottimale in attesa della nuova scuola. A tal proposito il Comune ha investito 85mila euro. I lavori saranno utili anche per altri studenti quando quelli dell’Itis Rivoira saranno nella nuova sede.

5) Perché non si puó sfruttare il vecchio edificio o demolirlo e costruirne uno nuovo?
La messa in sicurezza sarebbe troppo onerosa in termini di costi e di tempo e non garantirebbe al 100% un buon risultato. Si aggiunge l’esigenza già in essere prima dell’inagibilità di maggiori spazi visto l’aumento degli iscritti. Servono: almeno 14 aule, 3 laboratori, una mensa, una palestra e gli uffici. Non è possibile ricostruire in via Don Orione anche perché la normativa prevede distanze tali da bedale, ufficio postale, via Don Orione stessa e piazza Costituzione da rendere impossibile la ricostruzione. 

6) Perché la Provincia ha deciso di costruire la nuova scuola sotto l’istituto di Agraria?
Perché il terreno è già di sua proprietà, aspetto che ha fatto diminuire costi e tempi d’intervento e ha fatto guadagnare un punteggio più alto al bando regionale a favore dell’edilizia scolastica. Il progetto è già stato approvato dagli organi di controllo e finanziato con quasi 7 milioni di euro. La previsione è di concludere i lavori per l’anno scolastico 2020-2021. Inoltre, la soluzione è stata scelta perché si pensava, pur nell’autonomia e differenziazione degli istituti, di creare una sorta di campus con strutture in comune, fruibili anche dal territorio come spazi polivalenti a disposizione dei giovani.
L’intenzione della Provincia è quella di effettuare successivi interventi di manutenzione anche sulla scuola agraria. Non è possibile farlo in contemporanea per problemi logistici (il rischio di non sapere dove collocare i ragazzi durante i lavori) e economici (occorre reperire le risorse finanziare). Per questo si procede in termini di priorità. 

7) Perché il Comune ha sostenuto e continua a sostenere la nuova posizione?
Perché mantenere l’Itis Rivoira a Verzuolo significa ricadute positive per studenti, famiglie, insegnanti ed economia della cittadina, evitando il trasferimento dell’Istituto a 30/40 chilometri di distanza. È la possibilità di trasformare Verzuolo in un polo scolastico-tecnologico d’eccellenza che conta oltre all’Itis Rivoira, l’Agraria e l’Afp, salvaguardando l’area già prevista dal piano regolatore comunale per gli impianti sportivi. Preservare gli istituti superiori locali è un’esigenza fortemente manifestata dal territorio, tenendo presente che il bacino di utenza prevede i ragazzi provenienti dalle vallate soprattutto Varaita e Po. 

8) È vero che il terreno dove si costruirà la nuova scuola è pericoloso e inadatto?
No. Lo garantiscono i tecnici professionisti: con un’attrezzatura specifica hanno misurato la capacità di opposizione del terreno confermando che è possibile edificare senza progettazioni speciali e ulteriori costi. Non si puó parlare di consumo di suolo: anche la costruzione di una nuova scuola lo sarebbe. La Provincia ha assicurato uso di materiali ecologici, orti e spazi dove avviare progettualità anche comuni di educazione all’ambiente.

9) Qual è l’unico vero problema?
Quello della viabilità, sin da subito evidenziato per il quale comunque ci sono soluzioni migliorative. A partire da una rotatoria sulla provinciale per Saluzzo e dalla possibilità di realizzare un nuovo camminamento che terminerà in via Rovasenda-via Castello.

10) C’è stato un confronto sul futuro del nuovo Itis? Ci sarà ancora?
Sì. Provincia e Comune hanno organizzato diversi incontri con i cittadini nelle varie zone del paese, con gli insegnanti e gli allievi dell’Itis e dell’istituto agrario. Inoltre, la proposta del nuovo insediamento è stata discussa nella Commissione comunale dedicata e nel Consiglio comunale che con voto favorevole all’unanimità ha approvato la proposta di insediamento e di modifica della destinazione urbanistica. La Provincia resta disponibile a condividere con i futuri fruitori tutta la progettazione degli spazi interni così come concordato nella riunione pubblica di maggio 2018 con i ragazzi (rappresentanti di classe e di Istituto delle due scuole) e gli insegnanti. D’intesa con la Provincia si vorrà convocare un’assemblea aperta a tutti i cittadini (tipo Consiglio comunale aperto) con la partecipazione dei tecnici e dello studio di professionisti preceduta da un incontro con tutti i firmatari del Comitato.

La consigliera provinciale Milva Rinaudo
Il sindaco Giancarlo Panero

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